DEFINIZIONE

La malattia cerebrovascolare è la seconda causa di morte cardiovascolare ed è una patologia che interessa le arterie deputate all’irrorazione del cervello, in particolare carotidi e vertebrali. Tali arterie vengono interessate più frequentemente dall’arteriosclerosi con la progressiva riduzione del calibro del vaso (stenosi) ad opera di placche. Tali lesioni possono progredire fino alla completa occlusione del vaso (trombosi) o frammentarsi dando origine a fenomeni embolici che possono determinare occlusione di vasi più piccoli. I fenomeni embolici possono anche provenire da altre sedi come per esempio dal cuore. In entrambi i casi il risultato è la riduzione o cessazione di flusso ematico in alcuni segmenti del cervello. Conseguenze di tali eventi variano a seconda dell’estensione e dell’importanza del tessuto cerebrale colpito. I quadri clinici possono essere diversi e il paziente potrà avere dei disturbi sensoriali (cecità improvvisa ad un occhio, formicolii e/o perdita della sensibilità ad un arto) o motori (deficit di forza ad un arto o di metà corpo, deviazione della rima buccale, impaccio con la parola, difficoltà a scrivere). L’aspetto che contraddistingue tali eventi è la brusca insorgenza, che spesso coglie il paziente in pieno benessere e che possono manifestarsi in modo transitorio o permanente.

• TIA (attacco ischemico transitorio)

È un quadro di ischemia cerebrale reversibile. Tale manifestazione clinica non deve essere assolutamente sottovalutata poiché può essere solo preludio di un evento ben più grave che è l’ictus.

• ICTUS (colpo)

Si differenzia dal TIA per la sua irreversibilità. Va sottolineato che la malattia cerebrovascolare può essere causa di morte o di invalidità del paziente con pesanti conseguenze cliniche e socioeconomiche sul paziente stesso, la sua famiglia e l’intera società. Compito della terapia, medica o chirurgica, è quello di prevenire che tali eventi si verifichino (paziente asintomatico) o che non si manifestino di nuovo con conseguenze talora fatali (paziente sintomatico). Il cardine della terapia medica si basa sul fatto che rendendo il sangue più fluido con vari presidi (antiaggreganti, anticoagulanti) si cerca di ridurre la probabilità che tali eventi si verifichino. La terapia medica trova indicazione qualora la malattia cerebrovascolare colpisca i piccoli vasi cerebrali che non possono essere trattati con la chirurgia oppure per stenosi carotidee e/o vertebrali non importanti. La chirurgia interviene quando le stenosi delle arterie extracraniche (carotidi e/o vertebrali) sono maggiori del 60- 70%, in caso di placche “a rischio” (molli, a bassa componente calcifica e fibrosa) che, per loro conformazione più friabile, sono a rischio di provocare fenomeni embolici o trombotici oppure, in urgenza e in casi selezionati, quando si manifestano eventi acuti al fine di limitare l’estensione dell’evento ischemico neurologico. Prima di sottoporre il paziente ad intervento chirurgico occorre, inoltre, fare un bilancio del rapporto rischio/beneficio considerando l’età e la spettanza di vita, lo stato e le funzionalità di tutti gli organi ed apparati, con particolare attenzione a quelli renale, cardiaco, cerebrale e respiratorio. Pertanto la decisione se correggere o meno una stenosi delle arterie extracraniche avviene dopo la valutazione dei caratteri della lesione stessa e mediante tutte le indagini necessarie a scoprire o comunque meglio valutare lo stato di salute generale del paziente. Ciò coinvolge non solo il chirurgo ma anche altre figure professionali. Se, alla fine dell’iter diagnostico, non si ritiene il paziente idoneo al trattamento chirurgico è raccomandata comunque una sorveglianza della stenosi stessa, mediante indagini quali l’ecocolordoppler da eseguirsi a scadenze definite dallo specialista, stando bene attenti ad eventuali nuovi sintomi che possono essere l’avviso dell’evoluzione della malattia. Pertanto, qualora esista l’indicazione al trattamento chirurgico/endovascolare, si può procedere con metodiche diverse per il trattamento.

 

Per ulteriori approfondimenti vedi anche: Chirurgia Vascolare