Affezione cronica del sistema linfatico determinata da accumulo di liquidi connettivali nell’interstizio. L’OMS ha stimato la prevalenza del linfedema mondiale in 300 milioni di casi (circa 1 persona ogni 20) e in Italia si contano 350.000 casi/anno.

 

 

I linfedemi secondari sono i più frequenti (60%) e tra questi una maggiore incidenza hanno i linfedemi post-mastectomia. In Italia sono circa 9.000 i nuovi casi/anno colpiti da Linfedema post-mastectomia.

 

Il sistema linfatico contribuisce a garantire l’omeostasi dei liquidi organici. In condizioni fisiologiche, la Linfa, ha una portata di 2 litri/die ma può aumentare anche di 10 volte in condizioni patologiche. Il sistema drena in maniera attiva ad opera del LINFANGIONE unità base del tessuto linfatico. Quando il sistema linfatico ha saturato le sue capacità di drenaggio e il liquido ristagna nell’interstizio, si manifesta il LINFEDEMA.

Le sedi più frequentemente colpite sono gli arti inferiori. La stasi linfatica causata dal rallentamento o dal blocco della circolazione linfatica comporta alterazioni tessutali che favoriscono  l’edema cronico con evoluzione progressivamente ingravescente e con possibile comparsa di complicanze: erisipela, ulcere linfatiche, ipercheratosi e fibrosi dei tessuti connettivali.

Dobbiamo distinguere:

I Linfedemi primitivi o primari

– Congeniti o idiopatici (cromosomi  5,16,18,21)
– Connatale < 1 anno: unisegmentale, Milroy, Milroy-like
– Giovanile
– Precoce <35 anni
– Tardivo >35 anni

 

 

 

 

Le più frequenti sono le forme tardive che si manifestano spesso dopo un evento scatenante (ingessatura, fasciatura, puntura d’insetto, ecc.)

I Linfedemi secondari:

– Traumi e lesioni tissutali
– Linfoadenectomie
– Radioterapia
– Ustioni
– Esiti di chirurgia venosa
– Grandi cicatrici
– Metastasi linfonodali
– Linfomi
– Compressioni da grandi masse tumorali
– Infezioni da terapie endovenose
– Cellulite
– Linfangiti
– Infestazioni da filaria

Nella stragrande maggioranza, i pazienti,  soprattutto gli anziani hanno o un edema cardiogeno (trattabile con i diuretici ) o una flebolinfedema da stasi (perché camminano poco e male o dormono in poltrona).

In questi ultimi casi le terapie necessarie sono:

– Integratori o diuretici naturali
– Terapia compressiva + eventuale pressoterapia

Disponiamo di un servizio di assistenza infermieristica domiciliare specifica per questo tipo di problematica.

 

Per ulteriori approfondimenti vedi anche: Flebologia