Da Giugno 2016 il reparto Fertility&IVF Unit ha adottato il Test Eeva e Incubatore Geri (Merck Biopharma group) per incrementare le tue possibilità di una fecondazione efficace.

Il Fertility&IVF Unit della Casa di Cura Privata San Rossore è una Centro privato di specialistica, diagnostica e chirurgia ambulatoriale, autorizzato ad esercitare prestazioni sanitarie nell’ambito della disciplina di Ginecologia e Ostetricia – Attività di Procreazione Medicalmente Assistita (DETERM. N. A/FA 720 27.06.02 Comune di Pisa). Il Fertility&IVF Unit vanta un team di professionisti con competenze multidisciplinari che affiancheranno la coppia personalizzando tutte le fasi del percorso diagnostico e terapeutico, e basandosi sulle più aggiornate conoscenze scientifiche. Il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita Fertility & IFV Unit “Pina De Luca” di Pisa è iscritto nell’elenco dei Centri PMA certificati dal Centro Nazionale Trapianti e dalla Regione Toscana. Visualizza qui la certificazione.

A partire dal colloquio preliminare per prendere confidenza con le possibilità terapeutiche, proseguendo con la visita ginecologica ed andrologica fino alle analisi e alle terapie specialistiche, entrambi i partner troveranno nel personale della struttura un supporto continuo e specializzato*. La struttura dispone inoltre di un Reparto di Terapia Intensiva per la gestione di eventuali emergenze e di un Laboratorio interno per garantire una sicura e rapida analisi.

Il valore aggiunto del Centro della Casa di Cura San Rossore è poi rappresentato dalla garanzia della totale privacy: per l’intero arco della giornata la coppia avrà infatti a disposizione una camera riservata, con i servizi annessi di TV dotata del servizio Sky e del Digitale Terrestre, connessione internet a pagamento e aria condizionata.

Prestazioni e Terapie

L'Infertilità

L’infertilità è una malattia a carico dell’apparato riproduttivo che può riguardare sia le donne sia gli uomini e che compromette una delle più basilari funzioni del corpo umano, la possibilità di avere figli. Come molte patologie, l’infertilità dipende da una molteplicità di fattori di tipo fisiologico, ambientale e sociale; come molte patologie si può spesso prevenire e superare. Ma la prima battaglia da portare avanti per combattere la malattia è di tipo culturale: innanzitutto, perchè la difficoltà a concepire è molto più diffusa di quanto si pensi, ma spesso chi ne soffre è restio a parlarne anche con i più stretti familiari o amici; in secondo luogo perchè l’infertilità non è una malattia genetica e quindi può insorgere anche in individui inizialmente fertili in seguito all’adozione di stili di vita sbagliati; infine, perchè intorno a questo tema, e soprattutto rispetto alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, si sono diffusi pregiudizi di tipo ideologico e molte informazioni fuorvianti.

Colloquio preliminare

Prevede la raccolta completa dell’anamnesi della coppia e la successiva prescrizione di esami che consentano di diagnosticare condizioni che possono ostacolare completamente o parzialmente la possibilità di concepire.

Counseling genetico

Colloquio con il medico genetista al fine di definire la necessità di effettuare indagini mirate per la ricerca di anomalie genetiche correlate all’infertilità o per familiarità per patologie trasmissibili alla prole.

Percorso Diagnostico

Sterilità femminile

Le cause di sterilità femminile possono essere: difetto ovulatorio, occlusione tubarica, fibromi uterini, malformazioni congenite dell’utero, endometriosi, storia clinica di infezioni pelviche, pregressa chirurgia pelvica, chemioterapia, ecc.).

La Casa di Cura San Rossore effettua le seguenti diagnosi per il partner femminile:

Esami ormonali

Consentono di valutare i livelli di FSH, AMH, LH ed estrogeni, in associazione ad altri ormoni quali prolattina, ormoni tiroidei ed androgeni, che possono influire sulla funzionalità ovarica.

Tamponi vaginali

Valutazione qualitativa e quantitativa delle principali popolazioni di microorganismi (batteri e miceti) che possono colonizzare le vie genitali femminili.

Pap test

Screening dei tumori del collo dell’utero.

Ecografia pelvica transvaginale con conta follicoli antrali

Ecografia in fase follicolare precoce del ciclo che oltre ad escludere patologie uterine ed ovariche, consente di valutare il numero di follicoli antrali presenti (AFC). L’AFC in associazone ai dosaggi ormonali consente di definire la riserva ovarica della paziente e consente di stimare la risposta ovarica alla stimolazione farmacologica.

Monitoraggio ecografico del ciclo

Prevede una serie di ecografie transvaginali eseguite regolarmente con l’obiettivo di valutare la crescita endometriale e lo sviluppo follicolare. Può essere effettuata a scopo diagnostico ed eventualmente associata a dosaggi ormonali oppure a scopo terapeutico (rapporti mirati, timing per trasferimento di embrioni crioconservati o ottenuti da ovociti vitrificati).

Sonoisterosalpingografia

Metodica ecografica che mediante l’iniezione intrauterina di soluzione fisiologica sterile ed aria consente di visualizzare la cavità uterina (malformazioni uterine, sinechie, polipi e fibromi) e la pervietà le tubarica.

Isteroscopia diagnostica ed operativa

Consente di studiare la cavità uterina e prevede il passaggio di un piccolo strumento a fibre ottiche chiamato isteroscopio attraverso il condotto cervicale fino a visualizzare l’intera cavità. In caso di anomalie endocavitarie (polipi, miomi sottomucosi, setti uterini), consente il trattamento degli stessi.

Laparoscopia diagnostica ed operativa

Esame visivo dell’anatomia della pelvi (utero, tube, ovaie) che consente la diagnosi ed il trattamento di alterazioni morfo-funzionali (es. aderenze, endometriosi, fibromatosi, anomalie uterine) che potrebbero causare l’infertilità femminile. Si può iniettare un liquido di contrasto attraverso il condotto cervicale per visualizzarne il passaggio o meno attraverso le tube.

Sterilità maschile

Le cause di sterilità maschile possono essere: patologie del tratto riproduttivo (criptorchidismo, ipospadia, tumore del testicolo); infezioni (orchiti, epididimiti, prostatiti, ecc.); traumi testicolari; torsione del funicolo spermatico; diabete mellito; epatopatie; nefropatie; neuropatie; varicocele; fattori genetici. Sterilità da fattori combinati: sterilità immunologica, sterilità psicosomatica femminile e/o maschile.

La Casa di Cura San Rossore effettua le seguenti diagnosi per il partner maschile:

Spermiogramma

Valutazione proprietà chimico-fisiche (volume, pH, fluidificazione e viscosità), concentrazione, motilità e morfologia degli spermatozoi presenti nel campione secondo i criteri del WHO (World Health Organization)

Test di capacitazione

Consente di selezionare gli spermatozoi con motilità e morfologia migliori e riproduce in vitro le modificazioni a cui vanno incontro nelle vie genitali femminili per acquisire la capacità di penetrazione dell’ovocita (“capacitazione”). Il test pertanto, viene utilizzato come indagine diagnostica nella scelta del trattamento di fecondazione assistita più idoneo ad una coppia.

Spermiocoltura

Valutazione qualitativa e quantitativa delle principali popolazioni di microorganismi (batteri e miceti) che possono colonizzare le vie genitali maschili.

Dosaggi ormonali

Luteinizzante (LH), follicolo-stimolante (FSH), prolattina (PRL) e testosterone (T), i cui alterati livelli possono influire sul processo di produzione degli spermatozoi.

Ecografia doppler testicolare

Evidenzia eventuali anomalie anatomico-funzionali e presenza di varicocele.

Percorso terapeutico

La Casa di Cura San Rossore prevede il seguente percorso terapeutico:

  • Monitoraggio ecografico per timing rapporti spontanei
    Indicazioni: sterilità inspiegata, fattore maschile lieve.
    Procedura: prevede un monitoraggio ecografico del ciclo in modo da individuare la fase ovulatoria al fine di programmare i rapporti. Si può associare alla somministrazione di un farmaco per indurre l’ovulazione e/o progesterone per supportare la fase postovulatoria.
  • Inseminazione intrauterina (IUI) su ciclo spontaneo o stimolato Indicazioni: sterilità inspiegata, fattore maschile lieve-moderato, endometriosi moderata senza compromissione tubarica accertata e difficoltà nei rapporti sessuali (impotenza, vaginismo).
    Procedura: si tratta di una tecnica ambulatoriale ed indolore che prevede la deposizione del liquido seminale, previa preparazione in laboratorio (capacitazione), all’interno della cavità uterina in concomitanza dell’ovulazione. Si può praticare sia su ciclo spontaneo che in associazione ad una stimolazione ovarica multipla allo scopo di aumentare le probabilità di successo. Necessita di un monitoraggio ecografico per individuare la fase ovulatoria.
  • FIVET
    Indicazioni: fattore tubarico, fattore maschile grado moderato, endometriosi e multipli fallimenti delle tecniche di I livello (IUI).
    Procedura: è una tecnica in provetta che prevede una stimolazione ovarica multipla mediante farmaci ad iniezione sottocutanea per aumentare la produzione di ovociti. È opportuno associare il monitoraggio ecografico e la valutazione ormonale su campioni di sangue per valutare la modalità di risposta e la corretta crescita e maturazione follicolare. Ottenuto un buon sviluppo follicolare si procede al prelievo degli ovociti per via transvaginale sotto controllo ecografico, in sedazione. Lo stesso giorno del pick up il partner effettua la raccolta del campione di liquido seminale, che viene capacitato ed utilizzato per inseminare gli ovociti. Il trasferimento degli embrioni ottenuti si effettua dopo 2-5 giorni dall’inseminazione ed è una procedura rapida ed indolore.
  • ICSI
    Indicazioni: infertilità maschile di grado severo; azoospermia (assenza di spermatozoi nel liquido seminale) ostruttiva e secretiva (spermatozoi testicolari o epididimari); mancata o ridotta fertilizzazione in precedenti cicli di fertilizzazione in vitro (FIV); ovociti crioconservati.
    Procedura: tecnica che prevede una stimolazione ovarica e monitoraggio analogo alla FIVET. Differisce da quest’ultima solo per le procedure di laboratorio: in questo caso viene infatti effettuata l’iniezione di un singolo spermatozoo all’interno del citoplasma dell’ovocita per poi, dopo l’avvenuta fecondazione, procedere al trasferimento degli embrioni nell’utero.
  • Agoaspirato (TeFNA) o biopsia testicolare
    Tecnica utilizzata per il prelievo chirurgico di spermatozoi.
    Indicazioni: assenza di spermatozoi nel liquido seminale (azoospermia)
    Procedura: è una tecnica che consiste nell’aspirazione diretta dal testicolo degli spermatozoi in anestesia locale. Se la procedura fallisce nel recupero, si può effettuare una biopsia a cielo aperto cioè mediante l’incisione del testicolo. Gli spermatozoi isolati sono quindi utilizzabili per la tecnica ICSI.
  • Criconservazione spermatozoi (da eiaculato o agoaspirato)
    Procedura che trova indicazione in pazienti con: patologie che necessitano di terapie inducenti danni alla spermatogenesi (patologie neoplastiche, autoimmuni, ecc.) patologie che necessitano di interventi chirurgici all’apparato urogenitale che possono ledere la funzione eiaculatoria o che si sottopongono a vasectomia esposizione professionale a sostanze potenzialmente genotossiche OAT (oligoastonoteratospermici) che presentano transitori miglioramenti della qualità del seme severo e progressivo peggioramento della qualità del seme criptozoospermici (numero molto ridotto di spermatozoi nell’eiaculato) difficoltà a raccogliere il liquido seminale il giorno della PMA (difficoltà psicologiche o logistiche)
  • Crioconservazione ovociti
    Procedura che trova indicazione in: programmi di fecondazione in vitro, qualora:
  1. il numero di ovociti a disposizione sia superiore a quello strettamente necessario ad ottenere un numero di embrioni idoneo per la paziente in accordo con la Legge 40/2004 e Sentenza Corte Costituzionale n°151/2009;
  2. per motivi non prevedibili (es. non disponibilità gameti maschili il giorno del pick up);
  3. la paziente sottoposta al prelievo ovocitario presenti un elevato rischio a sviluppare la sindrome da iperstimolazione ovarica; preservazione della fertilità in pazienti che debbano sottoporsi a trattamenti gonadotossici come chemioterapia o radioterapia

 

  • Crioconservazione embrioni (Sentenza della Corte Costituzionale n.151/2009)
    La Sentenza del 2009 ha reso possibile inseminare più di 3 ovociti, il numero di ovociti da utilizzare viene stabilito dal ginecologo considerando oltre all’età della paziente anche le cause di infertilità. Ciò rende concreta la possibilità di ottenere un numero di embrioni superiore a quello sufficiente per un singolo embryo-transfer. Gli embrioni evolutivi possono essere quindi crioconservati per essere utilizzati successivamente per ulteriori tentativi o una seconda gravidanza.
  • Endometrial scratching
    Si tratta del cosiddetto “graffio endometriale”, cioè un microtrauma dell’endometrio prima di un trattamento di FIVET/ICSI che ha l’obiettivo di attivare i fattori di crescita endometriale al fine di favorire l’attecchimento dell’embrione.

 

Approfondimenti sulle tecniche

In cosa consiste l’Inseminazione intrauterina?

  • Induzione della crescita follicolare multipla e monitoraggio ecografico
    Prevede una stimolazione al fine di indurre una maturazione contemporanea di un numero variabile da uno a tre follicoli, mediante una terapia farmacologica.
    Durante la stimolazione, la risposta ovarica ai farmaci viene monitorizzata mediante ecografie e quando i follicoli raggiungono un adeguato sviluppo, viene somministrato un farmaco per il l’induzione dell’ovulazione. Dopo circa 36 ore viene programmata l’inseminazione intrauterina.
  • Inseminazione intrauterina
    Procedura ambulatoriale, rapida ed indolore che prevede l’iniezione intrauterina attraverso un catetere flessibile del liquido seminale del partner raccolto nello stesso giorno, previa preparazione in laboratorio  (capacitazione).

Quali sono le procedure previste per la FIVET/ICSI?**

  • Induzione della crescita follicolare multipla e monitoraggio ecografico
    Prevede una stimolazione al fine di indurre una maturazione contemporanea di più follicoli per poter avere a disposizione più ovociti; tale crescita follicolare multipla può essere ottenuta utilizzando diversi protocolli terapeutici. La scelta del farmaco, del dosaggio e del protocollo da utilizzare è valutata caso per caso in relazione all’età della paziente, alle sue caratteristiche ormonali ed in base ad eventuali cicli precedenti. Durante la stimolazione, la risposta ovarica ai farmaci viene monitorizzata mediante ecografie e prelievi ematici (dosaggio estradiolo e progesterone plasmatico). Nel momento in cui i follicoli raggiungono un adeguato sviluppo associato ad una corrispondente elevazione dei livelli ormonali, viene somministrato un farmaco per il completamento della maturazione ovocitaria. Dopo circa 36 ore viene pertanto effettuato il prelievo degli ovociti.
  • Prelievo ovocitario
    Viene eseguito in sedazione, quindi in modo del tutto indolore, mediante un sistema di aspirazione follicolare per via ecoguidata. Il fluido follicolare recuperato viene quindi analizzato al microscopio dai biologi per l’isolamento degli ovociti. Le cellule uovo recuperate vengono messe in incubazione fino al momento dell’inseminazione.
  • Inseminazione degli ovociti
    Gli ovociti prelevati sono posti in coltura all’ interno di appositi incubatori che mantengono le condizioni idonee per la loro sopravvivenza, e dopo 4-6 ore vengono inseminati. Il liquido seminale per l’inseminazione è prodotto mediante eiaculazione oppure mediante prelievo chirrugico dalle vie seminali (agoaspirato o biopsia testicolare) e può essere prelevato in concomitanza della tecnica o crioconservato in precedenza. La metodica di inseminazione viene scelta in base alla qualità del liquido seminale e alla storia riproduttiva della coppia. Può quindi essere effettuata la FIVET convenzionale o un’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI). L’ovocita inseminato viene posto in coltura per ulteriori 15-20 ore, dopo le quali viene valutata la avvenuta fecondazione. Da 2 a 5 giorni dopo l’inseminazione si programma il trasferimento embrionario.
  • Trasferimento di embrioni
    La tecnica del trasferimento intrauterino è semplice e indolore e consiste nell’introdurre un sottilissimo catetere all’interno della cavità uterina attraverso il condotto cervicale mediante guida ecografica transaddominale.
    Il numero ottimale di embrioni da trasferire dipende da diversi fattori: età della paziente, stadio di sviluppo dell’embrione, esito di precedenti cicli. Dopo il trasferimento embrionario, viene consigliata una terapia progestinica di supporto ed il test di gravidanza può essere effettuato dopo circa 12 giorni.
    In alcuni casi eccezionali (rischio di iperstimolazione ovarica, non adeguato sviluppo endometriale, eccessivo numero di embrioni ottenuti), la Sentenza n. 151/09 della Corte Costituzionale consente di congelare una parte o tutti gli embrioni ottenuti, al fine posporre il trasferimento.

Per qualsiasi info chiama la nostra segreteria +39 050 586429
Oppure manda un email a: fertility@sanrossorecura.it

È possibile conservare le immagini del vostro bambino sin dai primissimi momenti della sua vita.

Potete acquistare un dispositivo USB con le immagini video provenienti dall’incubatore GERI dello sviluppo dell’embrione di vostro/a figlio/a dalla fecondazione fino al reinserimento in utero, chiedete informazioni ai medici della PMA al riguardo.

Specialisti di Riferimento